domenica 13 novembre 2011

La filosofia del TJQ

Quando si parla di filosofia del TJQ viene spontaneo rifarsi al Taoismo in prima istanza,poi al Confucianesimo,al Buddismo,a esoterismi vari sulla pratica della coltivazione del Sè,all'amore per la natura e per tutte le forme di vita ,in una sorta di Panteismo globale.
Per me una bellissima filosofia.
Mi aspettavo,quando ho iniziato nel 2001 la pratica del TJQ,di ritrovarmi in un ambiente insieme a persone aperte,oneste con gli altri e con sè stesse,insomma in un luogo ove nutrire lo spirito e farlo crescere,dove migliorare e progredire.
E cavolo per il primo anno e mezzo è stato proprio così...ovunque andavo,stage,riunioni,corsi fuori sede,gente con la quale discutere di Qi e compagnia cantante;
e tutti che erano sempre pronti a provare nel bellissimo ed importantissimo tuishou a piedi fissi,e con allegra spensieratezza la maggior parte di loro mi spingeva,e col sorriso mi sbatacchiava a destra e sinistra,e tutti che erano prodighi di consigli,e sempre pronti ad aiutarmi nel mio percorso di crescita spirituale;
tutti sempre molto disponibili a spiegarmi del Qi,del Chin ,Ching ed alcuni persino dello Shen;
e poi di come i canali si aprono e di come scorre l'energia,e qualcuno persino di come si aprono e chiudono i Chakra.
Poi è sorto un problema,un grosso problema,anzi un enorme problema.
Ho cominciato a lottare.
Da quel giorno qualcosa tra me e i miei squisiti aiutanti si è incrinato;
mano a mano che diventavo più forte i consigli diminuivano.
Quando poi sono diventato abbastanza duro da spingere con me di Qi e Tao non voleva più parlare nessuno;
per non dire di Chin,Ching e Shen ecc.ecc.ecc..
Qualcuno è al corrente se a chi lotta è precluso il paradiso?
Se è precluso il migliorarsi o la coltivazione del Sé?
Mah!!!Io non lo so,ma spero vivamente di no.
Insomma alla fine nel TJQ mi sembra che non siano Taoismo et Simila a guidare il praticante;
e il maestro non è tenuto ad essere Maestro per insegnare;
nel TJQ vige una strana filosofia ed è capitata una cosa molto simile a ciò che successe al denaro.
Una volta una moneta diciamo del valore di un soldo,aveva un controvalore pari in oro;
nel corso dei secoli,con l'aumentare della spregiudicatezza dei regnanti e con la nascita delle banche e del sistema debitorio,questa proporzione è andata variando sempre più,sino al giorno d'oggi dove il denaro circolante è "fittizio",non bilanciato da un controvalore reale in oro,ma dal fatto che la gente ripone in esso "fiducia";
fiducia che potrà scambiare quel pezzo di carta  con cibo,benzina,servizi ecc.ecc.ecc..

Stessa cosa nel TJQ,con l'aggiunta e l'aggravante che il praticante non chiede neppure più di poter scambiare quello che gli viene insegnato,o propinato che è meglio,con un miglioramento tangibile delle proprie abilità.
Anzi nella maggior parte dei casi rifugge da questo,non ne vuole sapere proprio;
non vuole mettere alla prova la propria pratica,a volte consapevole del sogno e desideroso di non essere svegliato,a volte solo tradito ed ingannato;
il maestro è come la banconota senza che neppure gli venga richiesto il controvalore in abilità.
Il maestro è maestro su fiducia e stop!
Chi va contro questo stato di fatto è un "bestemmiatore",un provocatore,uno che "non ha capito".
Racconto questa storia vera per illustrare la mentalità che esiste nel mondo del TJQ .

Un giovane entra in una palestra di Judo;
dopo un paio di anni,diventato abbastanza in gamba,il maestro gli dice:
"se entro 6 mesi batterai quella cintura superiore alla tua avrai da me un regalo...e non mi importa come lo fai,basta che lo batti."
Un giovane entra in una scuola di TJQ;dopo un paio di anni,diventato abbastanza bravo,ad uno stage viene messo alla prova dal maestro che tiene quel corso:
dopo aver spinto il maestro parecchie volte si sente dire dallo stesso:
"sì mi hai spinto...ma solo perchè non sai spingere nella maniera giusta;
se tu sapessi come si spinge correttamente nel TJQ non saresti mai riuscito a muovermi..."

Ecco questa è la filosofia che sta dietro al TJQ oggi,con tanti saluti al Tao,a Confucio,alQi,allo Ching ecc.ecc.ecc..

martedì 8 novembre 2011

Bye Bye "Billy Boy"


  Va' là fuori... E fai fumare quei guanti.
Tu puoi farlo, ragazzo.
Basta che non molli.

lunedì 7 novembre 2011

tempismo velocità e forza

Mano a mano che andiamo avanti con la pratica mi rendo conto che continuo ad avere problemi,sia nei pugni che nel PH  libero tipo Teppo del Sumo,a portare i colpi con il giusto tempismo.
Siccome già non sono un fulmine di guerra in velocità,questo non perfetto tempismo mi porta a uno sforzo immane durante la pratica che,se da una parte può essere positivo in allenamento,certo non è un gran vantaggio quando dall'allenamento di passa allo sparring o alla gara.

Per evitare di farsi bastonare regolarmente infatti,in mancanza (e alla ricerca disperata)di questo "timing", la soluzione in cui sempre mi infilo,come in altri casi,è aumentare la forza del colpo,con conseguente dispendio di energia;
ora,non faccio certo parte della banda che deplora l'uso della forza,anzi,però questa lacuna nel timing inizia ad infastidirmi,o forse è solo che ultimanente ci faccio più caso e il non riuscire a migliorarmi in questo aspetto comincia gentilmente ad innervosirmi.

La forza e la velocità sono i due elementi "fisici" dello striking,e sono legati tra loro dal concetto di "quantità di moto ":
quantità di moto = massa x velocità
Maggiore è la quantità di moto e più devastante sarà il colpo.
La quantità di moto aumenta con la massa del pugno ma anche con la velocità con cui viene sferrato, la velocità, a sua volta, dipende dall'accelerazione impressa al pugno.

Richiamando la relazione fondamentale della dinamica F= M x a (forza uguale a massa per accelerazione) si può scrivere che a = F / M.  La massa (M) aumenta con il volume ed è quindi proporzionale al cubo della dimensione lineare (L3). Dal punto di vista fisiologico, la forza estrinsecata da un muscolo è proporzionale alla sua sezione, quindi la forza è proporzionale al quadrato di una lunghezza lineare (L2); pertanto si può considerare l'accelerazione (a) come proporzionale a L2 / L3, cioè 1/L. 

Da quanto sopra si deduce che maggiore è la taglia, maggiori difficoltà si hanno ad accelerare il  corpo o parti del  corpo.
Tuttavia tra una categoria superiore ed una inferiore il vantaggio legato alla maggior forza (che aumenta in proporzione alla sezione muscolare) è molto maggiore dello svantaggio legato alla limitazione dell'accelerazione e quindi della velocità di esecuzione.
Se aggiungiamo che in tutte le discipline c'è una divisione in categorie di peso,questo è l'implicito e definitivo riconoscimento del fatto che la forza è una componente predominante nel confronto marziale;
do quindi per scontato che la forza sia "superiore",fatte le debite e normali considerazioni,alla velocità,ma non altrettanto posso dire riguardo alla capacità di portare i colpi sempre e costantemente"al momento giusto".
Mi vengono in mente le parole di Stanley Israel quando si riferiva a ChengManChing:
Il suo tempismo era IMPECCABILE.

Per rendere potente al 100% lo striking,che sia pugno o spinta o colpo a mano aperta,abbiamo bisogno di forza+velocità+ tempismo,cioè quella capacità "intellettiva"di aumentare la precisione fisica e temporale nel portare i colpi.
Ma se ho pensato spesso che per migliorare questo aspetto fosse sufficiente aumentare la velocità di esecuzione,mi rendo conto ora che non è proprio esattamente così;
velocità e tempismo purtroppo sono cose ben diverse.
Ho ancora ben presente come MN,con un perfetto timing e un uso relativamente limitato di forza,riusciva sempre a mandare a vuoto i miei attacchi,non importa con quanta potenza potessi portarli;era come un tunnel senza via di uscita:
non importa se aumentavo la velocità o la forza,il suo colpo arriva sempre un attimo prima del mio e tanti saluti a Max.

il "giusto momento" infatti toglie potenza ai colpi dell'avversario,e questo al di là della forza dell'avversario stesso;
la stessa cosa mi succede in palestra con i miei amici di allenamento,anzi il meno forte di loro è quello che più mi mette indifficoltà sotto questo aspetto.

Unire forza,velocità e TIMING nello scontro libero a contatto pieno è davvero un difficile compromesso,se abbiamo ben presente come l'esecuzione di un gesto sia più precisa se la forza sviluppata o la velocità di esecuzione sono basse .
Ora,se mentre siamo in allenamento,il fatto di impegnare grandi quantità di forza è una magnifica strada per aumentare forza,resistenza e fiato,nello scontro aperto abbiamo bisogno di un perfetto equilibrio per la valutazione della strategia di combattimento,la quale dipenderà sia dalle nostre caratteristiche individuali,sia da quelle dell'avversario.
La decisione sul dispendio delle energie deve essere estremamente oculata.
Da qui le mie preoccupazioni sul non progredire del mio tempismo.


P.S.
provare il gioco del Sumo in alto a sx per rendersi conto meglio di quanto scritto sopra

;)))

domenica 16 ottobre 2011

Gare Push Hands

Qualche giorno fa,un amico maestro e praticante di TJQ,mi ha messo in contatto con un rappresentante della federazione,per discutere di una nostra eventuale partecipazione al torneo di Push Hands che si dovrebbe tenere durante il festival dell'oriente a Carrara a fine ottobre,e di una nostra collaborazione alla stesura del suo regolamento.
Torno così un pò a parlare di gare e regolamenti di TJQ.

Come base di partenza avevamo una bozza di regolamento redatto dalla federazione stessa;
questa bozza prevede un push hands a piedi semi-fissi,con regole abbastanza limitanti,trattandosi bene o male di un'arte marziale,il tutto racchiuso in 2 round di 1 minuto ciascuno;
un tipo di gara che comunque si vede anche in Europa.
Da parte nostra abbiamo comunicato il nostro regolamento,lo stesso che avevamo discusso con altri membri della federazione un paio di anni fa,e che copio-incollo qui sotto:

REGOLAMENTO GARE DI PUSH HANDS 
1- AREA DI GARA:
Nel push hands l’area di gara è un quadrato di 4×4 m. o un cerchio di 4 metri di diametro,gli atleti
possono muoversi liberamente all’interno di quest’area.
L'area è costituita da una materassina tatami per karate,sopraelevata rispetto al suolo di 80
cm,circondata da materassi alti 50cm per attutire le eventuali cadute dall'area stessa .

2a- CATEGORIE DI PESO:
donne: -52kg, -57kg, -61kg, -64kg, -67kg, -71kg, -75kg, -80 kg, -85 kg, +85 kg.
Uomini: -60kg, -66kg, -73kg, -77kg, -81kg, -85kg, -90kg, -95kg, -100kg, -110kg, +110kg
In caso di insufficiente numero di atleti in una data categoria di peso,previo consenso unanime degli
atleti interessati, la categoria potrà essere incorporata ad un’altra di classe superiore o inferiore.

2b -CORRISPONDENZA DELLE CLASSI DI PESO:
al momento della pesa, all'atleta che non rientra nella classe di peso per cui è registrato,non è assicurata la partecipazione alla competizione nella categoria in cui rientra al momento della pesa ufficiale.

3- VESTIARIO
Tutti gli atleti devono essere a piedi nudi,pantaloncini corti sopra al ginocchio,giacca di cotone
pesante a maniche corte per consentire le prese;le atlete in gara devono indossare adeguata
protezione per il seno;non è consentito indossare anelli,braccialetti,collanne,orecchini,orologi,
occhiali e altri oggetti .
Le unghie devono essere corte, e i capelli lunghi devono essere legati,le braccia e le mani non
devono essere coperte da alcun tipo di sostanza.
Sono consentite protezioni per le articolazioni(ginocchiere e cavigliere.)

4a- DURATA DELL’INCONTRO:
la durata dell’incontro è di 2 round di 5 minuti ciascuno senza interruzione di tempo.Tra i due round riposo di 2 minuti

4b- EXTRA ROUND:
in caso di parità alla fine dell’incontro,gli atleti dovranno sostenere un ulteriore round in cui il primo concorrente che guadagnerà un punto valido sarà il vincitore.

5a- POSIZIONE DI PARTENZA:
gli atleti sono uno di fronte all'altro.
L’incontro comincia con lo“start” del giudice.
E' consentito il saluto tra gli atleti con un tocco di pugno dopo lo start del giudice
5b- SECONDO ROUND:
 come al punto 5a.

6- TECNICHE PERMESSE :
· spingere
· tirare
· colpire di spalla
· colpire di gomito
· spazzare
· proiettare
· afferrare le gambe
· colpire al corpo a mano aperta

7 -AZIONI NON CONSENTITE
· Attacchi a testa e gola
· pugni
· calci
· prese e colpi dalla vita in giù
· blocchi e leve alle articolazioni
· presa senza l’esecuzione della tecnica entro 5 secondi
· mordere
· graffiare
· tirare i capelli
· bloccare o far presa sull’avversario al collo e alla testa.

8 -SANZIONI -
L'arbitro e i giudici infliggono le sanzioni a loro insindacabile giudizio,per esecuzione di azioni non
consentite .
La sanzione può essere,secondo la gravità,un “warning” di richiamo o l'espulsione diretta dell'atleta
dall'incontro;al secondo “warning”l'atleta sarà comunque espulso dall'incontro.
Alla seconda espulsione in gara l'atleta viene squalificato dalla competizione.

9 -PUNTEGGIO
· 1 punto all'atleta che atterra l'avversario e viene trascinato a terra lui stesso.
· 1 punto all'atleta che spinge fuori dall'area di lotta l'avversario venendo tirato fuori lui
stesso.
· 3 punti all'atleta che fa toccare il terreno con una o due mani all’avversario.
· 5 punti all'atleta che spinge o proietta l’avversario fuori dall'area di lotta o lo atterra.

Il regolamento,esattamente come  un paio di anni fa, ha creato critiche(sacrosante se fossero ragionate),perplessità,ma mai interrogativi.

Così quello che ho/abbiamo tenuto a ribadire, ancora una volta con decisione, ai rappresentanti federali, è che non siamo disponibili alle solite gare,dove in maniera patetica(passatemi il termine)si tenta di scimmiottare quelle che dovrebbero essere le qualità(?)del TJQ;
gare governate da regolamenti tipo questo qui sotto,di una abbastanza nota federazione,dove si legge ad esempio:

Ognuna delle seguenti infrazioni risulterà come monito:
  • Eccessivo uso di forza
  • Colpire fortemente
  • Spingere con entrambe le mani
  • il praticante in sostanza impara a sbilanciare l’avversario e a non farsi
    sbilanciare da esso, senza ricorrere alla forza bruta(sic!!!) e alla tensione rigida ma usando la
    cosiddetta “forza intelligente”(ri-sic!!!), che in gergo viene detta “Jing”(poveri noi anche i termini cinesi sbagliano!!!!).
  • Nel Tuishou in movimento è possibile l’utilizzo di alcune tecniche di lotta (Shuai Fa), a
    patto che rispondano ai principi congiunti di Shun (assecondare) e Ji (opportunità).
  A quanto segue ci sarà una squalifica immediata:
  • Eccessivo e pericoloso uso di forza
  • usare tecniche di lotta;

 
Che senso hanno tornei fatti con queste regole?
Che aiuto danno a chi vuole migliorare le proprie abilità nel TJQ?
Certamente il nostro regolamento sarà,come tutto,migliorabile,alcune cose forse saranno da aggiustare,da discutere,può essere:
io credo in ogni caso che sia molto buono,che sia un regolamento serio,che permette di lottare in  modo ponderato e corretto:
non ci sono colpi pericolosi,pugni e calci sono vietati, i primi per non avere la necessità di indossare guanti di protezione con un  limite alle spinte e alle tecniche di lotta, i secondi per evitare di lottare troppo a distanza;
le stesse gomitate e spallate sono sempre viste in un ottica di lotta,azioni portate per aiutare sia in attacco nella spinta e nello sbilanciamento,sia in difesa come arma in più per opporre una resistenza all'avversario.

Eppure nulla si muove...
Nessuna critica costruttiva,nessuna volontà di migliorare,di cambiare di mettersi al passo con i tempi.
Nessuna volontà di guardare in faccia la realtà

Possibile che nessuno si renda conto di come è considerato il TJQ oggi tra i praticanti delle altre arti di lotta?
Possibile che qualcuno pensi di promuovere il TJQ come arte marziale andando ad una manifestazione con gare di Boxe,MMA,Judo,BJJ,selezioni dell'Oktagon ecc.ecc.,proponendosi in questo modo?
Davvero si può pensare che io,o qualcuno dei nostri,dovrebbe partire per entrare in un cerchio,magari sotto gli occhi di un boxer o di un judoka,per partecipare ad un torneo dove si squalifica per "eccessivo uso della forza",dove"non si può spingere con entrambe le mani",in un incontro che dura 1 minuto?????
E scrivo questo non per arroganza,perchè mi senta  "il migliore" o "il più forte",anzi posso assicurare di aver ben presenti i miei limiti e i miei difetti nel lottare...lo scrivo solo per dire con forza che il TJQ è e deve essere considerato alla pari delle altre AM,che la competizione deve essere un mezzo per migliorarsi,per comprendere in maniera più approfondita quello che si sta studiando...niente di meno niente di più;
e per dare la possibilità appunto di un miglioramento,le regole devono essere il più libere possibile,sempre  ovviamente,salvaguardando l'incolumità del partecipante.
Perchè invece c'è questa mentalità?
Perchè a nessuno interessa rialzare il TJQ come arte marziale?
Io l'ho scritto più volte,non vedo niente di male a praticare il TJQ in maniera morbida,come arte salutistica;
sempre meglio fare la forma in maniera leggera che starsene seduti in poltrona;
quello che non digerisco è la volontà di molti,di far passare questa pratica,fatta in questo modo,come il top della marzialità;
questo inganno continuo,a spese non solo di chi,per comodità o pigrizia o per motivi suoi lo cerca,ma anche di chi,in piena fiducia e a cuore aperto,si affida  a sedicenti marzialisti convinto di imparare un''arte di difesa".
Oltretutto,non contenti di ingannare,sparano anche addosso a chi tenta di portare la realtà dei fatti a galla.

Nessuno obbliga nessuno a partecipare a tornei e gare,però in questo ambientre aleggia sempre una volontà di impedire che nel TJQ qualcosa si muova.
Si continua a far passare l'idea che lottare sia deletereo per l'apprendimento del TJQ.
Poi però,quando chiedo gentilmente di spiegarmi perchè la lotta sia negativa per l'apprendimento e la comprensione del TJQ,nessuno sa rispondere.  
Allora mi viene da chiedere a costoro:
e il NON LOTTARE quali benefici ha portato al TJQ?
Non voglio dire,anche se a volte lo penso,che sotto ci siano solo interessi di moneta,voglio però dire che certamente c'è grande ignoranza dell'arte.

Queste persone hanno idea del perchè esistano gare in tutti le arti marziali?

Hanno idea del perchè nel Judo,nella Boxe ,nella Muay ecc. ci si scontri su una pedana?

Mi piacerebbe vederli sostenere davanti ad un campione di queste specialità la tesi che le gare impediscono l'apprendimento dell'arte.
Una delle obiezioni che mi è stata posta più spesso è che si vuole non far assomigliare il TJQ ad una qualsiasi disciplina di lotta, nel TJQ si deve lottare seguendo i principi appunto del TJQ:
a questo ho sempre risposto:
ma noi abbiamo mai scritto o detto a qualcuno in che modo deve lottare?
In che modo si deve proiettare o spingere o colpire?
Sei un praticante di TJQ e vuoi lottare secondo i suoi principi?
Non c'è nessun problema,sali sul tatami e metti questi principi in pratica...quale migliore palcoscenico esiste per applicare le abilità apprese?
Sei convinto di avere la giusta idea,di aver compreso pienamente il TJQ,di aver capito cosa significa lottare applicando morbidezza e rilassamento?
Entra sul tatami e prova... 
La gara non è il traguardo,il fine...la gara è il mezzo.
Un'altra delle obiezioni più "usate"per ammazzare la lotta è che si deve lottare solo dopo aver ottenuto il "corpo del TJQ";
ma cosa significa?
Cosa vuol dire,che senso ha?
Cos'è il corpo TJQ?
Il corpo TJQ non è altro che un corpo forte:
c'è davvero qualcuno che può pensare che la lotta renda un corpo debole?

lunedì 10 ottobre 2011

dai Forum di TJQ [2]

Seconda puntata su concetti e massime di rilievo nel TJQ in Italia.
Si va da chi confonde Chin con Ching a chi ha la fissa del Pengjin,da chi cerca il baricentro a chi si studia alla TV,da chi fissa il mare a chi cerca la palla di gomma...
il tutto passando dai grandi filosofi ermetici del TJQ ,tra andragogia e cibernetica,maieutica e conformismo interno,per terminare,da veri combattenti,con un tocco di MMA in onore del grande Emilianenko Sidorov...


KUNGFUKA:se la nocca dell'avversario mi scivola premuta sull'avambraccio, il tatto manda un segnale immediato per tendere quel muscolo senza passare dalla mia coscienza...questa tensione del muscolo evita l'abrasione della pelle

EMPTYCUP:oh! ma giuseppe ora è diventato anche lui maestro? evviva...

SUISEI:Sia se l'obiettivo è imparare qualcosa sia e soprattuto se l'obiettivo è "essere" più che imitare un modello...(è uno)scontro di andragogia e didattca in cui anche qui, in questo forum, sono in netta minoranza.A ciascuno il suo. Magari con meno certezze e più apertura all... antico e al nuovo ( maieutica socratica e cibernetica, Bruce Lee e Daniele Novara, ecc. ecc.)

REZ:Per me va bene uguale;e se riesco a stimolare la riflessione di qualcuno che vada oltre il "conformismo" di fondo delle "dovute arti interne" tanto di guadagnato....Ma anche no, ovviamente
Tutto qui.[meno male!!!]

YUEHFEI:"allenandosi"(nello zhang zhuan) a sentire questa sensazione(respingimento tra i lao kung), ora non ho bisogno di concentrarmi o altro per avvertirla in maniera diciamo leggera.
Certo per sentire "la palla di gomma" ho bisogno di alcuni minuti...

EMPTYCUP: La respirazione addominale inversa lavora in modo contrario, spingendo il diaframma verso l'alto, incavando l'addome e spingendo verso l'interno in alto.[...cut...]si cerca di annullare l'azione dei muscoli respiratori del torace, ma sopratturro i dorsali e quelli delle spalle.

TORTELLINA85:... non ci sto capendo niente

INSETTOINFETTO:Oggi sono in vena di cazzate...[capirai che novità!!! ]

FANCHINNA:è un pò il principio del filo a piombo che usa il muratore per fare la casa
il cemento da solo non basterebbe se la casa fosse storta

EMPTYCUP:si, le spirali sono certamente una componente tecnica.

INSETTOINFETTO:La confusione regna sempre sovrana. Se non fosse cosi' mi preoccuperei.

ETERNOVIANDANTE:immagina il corpo taichi come una struttura costituita da oggetti rigidi (le ossa), tenuti insieme da altri oggetti elastici ( delle molle)

INSETTOINFETTO:...serve che la struttura di per se sia sia song (elastica) ma anche robusta. Cioe'le molle devono essere belle tirate

FRANCO:Io faccio il mio Bdj e il mattino successivo lo confronto col programma alla TV."questa mossa va bene, quest'altra manca...la aggiungo. Questa la cambio..."[SIC!!!]

LUCATAICHI:direi che sia un buon inizio guardare le onde chiedendosi "come posso essere così anch'io"

HANYU:...se ti mettono su di un ring con Emilianenko Sidorov...